Come leggere una polizza
Certificato, modulo e condizioni: i documenti da non confondere
Risposta in breve
Il modulo o scheda di polizza contiene i dati del tuo contratto: assicurati, somme, franchigie, decorrenza. Le condizioni di assicurazione contengono le regole: cosa è coperto, cosa è escluso, come si denuncia. Il certificato è solo la prova dell'esistenza della copertura da esibire a terzi. Per capire cosa hai davvero, servono i primi due insieme.
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A cura di Michele Dalle Molle
Pubblicato il 18 agosto 2026 · aggiornato il 24 agosto 2026

Quattro documenti, un solo contratto
Quando arriva una polizza arrivano più fogli, e non hanno lo stesso peso. Confonderli porta a due errori opposti: credere di essere coperti perché si ha un documento in mano, o cercare le regole nel foglio sbagliato e concludere che la polizza «non dice nulla».
- Modulo (o scheda) di polizza: la parte personalizzata. Contraente e assicurato, decorrenza e scadenza, garanzie attivate, somme assicurate, franchigie, premio. È il documento che dice che cosa hai comprato tu.
- Condizioni di assicurazione: il regolamento. Cosa è coperto, cosa è escluso, quali obblighi hai in caso di sinistro, come si calcola l'indennizzo. È il documento che dice come funziona.
- DIP e DIP aggiuntivo: i documenti informativi precontrattuali previsti dal Regolamento IVASS n. 41/2018, che compongono il set informativo insieme alle condizioni. Servono a orientarsi e a confrontare, con una sintesi standardizzata di cosa è assicurato, cosa non lo è e quali limiti ci sono.
- Certificato / attestazione: serve a dimostrare a terzi che una copertura esiste. Non descrive il contenuto della copertura.
Perché il certificato non risponde alle domande importanti
Il certificato nasce per essere esibito: a un committente che chiede la prova di una RC professionale, a un locatore, a un ente. Contiene numero di polizza, periodo, compagnia, a volte il massimale. Non contiene le esclusioni, e proprio le esclusioni decidono se un caso concreto rientra o no.
Nell'RC auto il vecchio contrassegno cartaceo da esporre sul parabrezza non è più previsto: la verifica avviene consultando la banca dati assicurativa. Anche qui vale lo stesso principio: la prova dell'esistenza non è il contenuto.
Quale documento usare, a seconda della domanda
| La tua domanda | Il documento da aprire |
|---|---|
| Ho attiva questa garanzia? | modulo di polizza |
| Fino a quanto paga? | modulo, poi condizioni per i sottolimiti |
| Questo caso è escluso? | condizioni di assicurazione |
| Cosa devo fare e in quanti giorni? | condizioni, sezione sinistri |
| Devo dimostrare a un cliente che sono assicurato | certificato |
| Voglio confrontare due offerte | DIP e DIP aggiuntivo, poi condizioni |
Il documento che manca più spesso
Nella pratica il pezzo che salta è l'appendice: la modifica successiva alla firma (aumento di una somma, aggiunta di un assicurato, cambio di indirizzo del rischio). Se hai fatto una variazione e stai leggendo solo il modulo originale, stai leggendo un contratto superato.
Prima di trarre conclusioni su una copertura, quindi, verifica di avere la versione aggiornata: modulo più eventuali appendici, insieme alle condizioni richiamate proprio da quel modulo. Se le condizioni allegate non hanno lo stesso codice o edizione citata nel modulo, è quello il primo chiarimento da chiedere.
Fonti
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https://polizzeinchiaro.it/risorse/come-leggere-una-polizza/documenti-polizza-certificato-modulo-condizioni

Michele Dalle Molle
Scrivo queste pagine per rendere leggibile quello che c'è già scritto nel tuo contratto. Ogni voce parte da una domanda reale e cita le fonti che ho usato.
Quello che qui non trovi: giudizi sul fatto che una polizza sia buona, adeguata o conveniente. Quella valutazione dipende dalla tua situazione e non si fa leggendo una pagina web.
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