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Fenomeno elettrico: limiti, franchigie e apparecchi coperti

Risposta in breve

La garanzia indennizza i danni ad apparecchi, impianti e macchinari provocati dall'azione della corrente elettrica, ma quasi mai per l'intera somma assicurata: opera di regola entro un limite di indennizzo per anno assicurativo e con una franchigia per sinistro. I punti che cambiano davvero il risultato sono quattro: se rientrano solo gli impianti fissi o anche gli apparecchi mobili, se il guasto nato dentro l'apparecchio è escluso, se il rimborso avviene a valore a nuovo o a valore reale con detrazione della vetustà, e se il contratto pretende la conformità dell'impianto elettrico.

8 passaggi in questa pagina · lettura 4 min

Michele Dalle Molle

A cura di Michele Dalle Molle

Pubblicato il 18 agosto 2026 · aggiornato il 24 agosto 2026

famiglia seduta sul divano che guarda insieme un tablet
Fotografia editoriale Polizze in Chiaro

Un picco di tensione e la scheda della caldaia è da sostituire: settecento euro. Hai la garanzia fenomeno elettrico. Quanto ti arriva? Dipende da quattro numeri e da una condizione — e nessuno dei quattro è il massimale scritto in copertina.

Il numero che conta non è la somma assicurata

La somma assicurata del fabbricato o del contenuto è il tetto generale della garanzia principale. La copertura elettrica lavora invece dentro un sottolimite: un tetto specifico, più basso, valido solo per quel tipo di danno.

Sopra il sottolimite l'indennizzo si fermerà lì, anche se il danno è maggiore e anche se la somma assicurata della casa è molto più alta. Nella maggior parte dei testi il sottolimite è indicato per annualità assicurativa, non per singolo evento: due danni elettrici nello stesso anno consumano lo stesso plafond.

La franchigia, e perché sui danni elettrici pesa il doppio

La franchigia è la quota fissa che resta a tuo carico in ogni sinistro: si sottrae dall'importo liquidabile. Su un danno da centomila euro è un dettaglio; su un danno elettrico da qualche centinaio di euro può azzerare l'indennizzo.

Alcuni testi usano invece lo scoperto: una percentuale del danno a tuo carico, spesso con un importo minimo. Se trovi "scoperto 10% con il minimo di" seguito da una cifra, sai già che i danni piccoli restano tuoi.

Controlla anche il senso della soglia: in qualche testo compare un limite di indennizzo per apparecchio, che convive con il sottolimite annuo. Sono due tetti che si applicano in sequenza.

Quali apparecchi rientrano: la riga da cercare

Le formulazioni si dividono in due famiglie.

Solo impianti e apparecchi fissi al servizio del fabbricato: quadro elettrico, linee, impianto di riscaldamento e condizionamento, caldaia, pompa di calore, cancello elettrico, antifurto, ascensore. È l'impostazione più restrittiva.

Impianti fissi più apparecchi mobili del contenuto: si aggiungono televisori, computer, elettrodomestici, apparati audio e video. Spesso con un sottolimite dedicato più basso e, talvolta, con l'esclusione esplicita di telefoni e dispositivi portatili.

Se l'elenco non c'è, non presumerlo: chiedi per iscritto quale delle due famiglie descrive il tuo contratto.

Il guasto interno: la frontiera che genera più contestazioni

Quasi tutti i testi indennizzano il danno provocato da un fenomeno elettrico, non il guasto dell'apparecchio in sé.

Tradotto: se una sovratensione proveniente dalla linea brucia la scheda, siamo dentro la garanzia. Se la scheda cede per un componente difettoso, per usura o per surriscaldamento proprio dell'apparecchio, siamo fuori — quello è terreno di garanzia del produttore, non di assicurazione.

Nella pratica la differenza si gioca sulla documentazione tecnica: la relazione dell'installatore che indica la causa del guasto vale più di qualunque discussione telefonica. Chiedila sempre e conservala.

Valore a nuovo o valore reale: la sorpresa in liquidazione

Gli apparecchi elettronici perdono valore rapidamente. Se il contratto liquida a valore reale, dall'importo si detrae la vetustà, cioè la perdita di valore per età e uso: un televisore di sei anni può essere indennizzato per una frazione del prezzo di allora.

Se il contratto prevede il valore a nuovo, l'indennizzo copre il costo di un bene nuovo equivalente, ma di norma soltanto entro le condizioni indicate — spesso una soglia massima di anzianità del bene e l'obbligo di effettuare la sostituzione. Le condizioni tipiche sono spiegate in valore a nuovo: le condizioni.

La condizione che può far cadere tutto: la conformità dell'impianto

Molti testi subordinano la garanzia al fatto che l'impianto elettrico sia conforme alle norme tecniche vigenti, o escludono i danni derivanti da impianti non a norma o manomessi.

Il documento che serve esiste già e ha un nome: la dichiarazione di conformità dell'impianto, prevista dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, che l'installatore rilascia al termine dei lavori (per gli impianti più vecchi si parla di dichiarazione di rispondenza, rilasciata da un tecnico abilitato). Se non sai dove sia, cercarla prima del sinistro costa un pomeriggio; cercarla dopo può costare l'indennizzo.

La checklist dei cinque numeri

Da cercareDomanda esatta
SottolimiteQuanto, e per anno o per sinistro?
Franchigia o scopertoQuale importo resta comunque a me?
Beni compresiSolo impianti fissi o anche apparecchi mobili?
Criterio di stimaValore a nuovo o valore reale con vetustà?
CondizioniÈ richiesta la conformità dell'impianto?

Se non riesci a compilare una riga, hai trovato la domanda da fare alla compagnia.

Una garanzia piccola per costruzione

La garanzia fenomeno elettrico è utile ma è una copertura "piccola per costruzione": tetti bassi, franchigie sensibili, criteri di stima che tengono conto dell'età degli apparecchi. Sapere questo prima cambia due decisioni concrete — quanto sottolimite acquistare e quando conviene aprire un sinistro invece di pagare la riparazione.

Se il dubbio è ancora sul nome della garanzia, il confronto tra le due etichette è in danni elettrici e fenomeno elettrico.

Fonti

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https://polizzeinchiaro.it/risorse/casa/fenomeno-elettrico-polizza-casa

Michele Dalle Molle

Michele Dalle Molle

Scrivo queste pagine per rendere leggibile quello che c'è già scritto nel tuo contratto. Ogni voce parte da una domanda reale e cita le fonti che ho usato.

Quello che qui non trovi: giudizi sul fatto che una polizza sia buona, adeguata o conveniente. Quella valutazione dipende dalla tua situazione e non si fa leggendo una pagina web.

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Sai come è scritta la copertura della casa: il punto successivo è quanto resta a carico tuo.

Danni elettrici e fenomeno elettrico: cosa cambiaSono lo stesso rischio con due nomi. "Fenomeno elettrico" è la formula tecnica usata nelle condizioni di polizza per indicare i danni ad apparecchi e impianti causati dall'azione della corrente: sovratensioni, scariche, cortocircuiti, correnti indotte. "Danni elettrici" è di solito l'etichetta commerciale della stessa garanzia. Non fidarti del nome: leggi la definizione contrattuale, perché è lì che si decide quali apparecchi rientrano, se conta la causa esterna o anche il guasto interno, e con quale limite e franchigia si viene indennizzati.Continua da qui