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Polizzein Chiaro

Esclusioni

“All risk” non significa “tutto senza eccezioni”

Risposta in breve

Perché "all risk" indica solo un modo di scrivere il contratto: invece di elencare gli eventi coperti, si coprono tutti i danni tranne quelli elencati nelle esclusioni. La copertura reale sta quindi nell'elenco delle esclusioni, nei sottolimiti e nelle condizioni di operatività, che in una all risk vanno letti con più attenzione, non con meno.

5 passaggi in questa pagina · lettura 3 min

Michele Dalle Molle

A cura di Michele Dalle Molle

Pubblicato il 18 agosto 2026 · aggiornato il 24 agosto 2026

lente d'ingrandimento su un documento assicurativo con le voci di copertura
Fotografia editoriale Polizze in Chiaro

Due modi opposti di scrivere la stessa promessa

Una polizza può descrivere ciò che copre in due modi. Nel primo elenca gli eventi: incendio, furto, grandine, danno d'acqua. Se l'evento non è nell'elenco, non c'è indennizzo. Nel secondo fa il contrario: copre i danni al bene assicurato e poi elenca ciò che resta fuori. Questa seconda tecnica è quella che il mercato chiama all risk, cioè "tutti i rischi".

La differenza non sta nella generosità della copertura. Sta nella posizione dell'elenco. Nel primo caso il perimetro si legge in positivo, nel secondo in negativo.

Perché in una all risk la lettura va rovesciata

Nelle polizze a rischi nominati la parte da studiare è la descrizione delle garanzie. In una all risk quella parte è breve, a volte una riga: "si indennizzano i danni materiali e diretti derivanti da qualunque evento non espressamente escluso".

Il contenuto reale si sposta altrove: nella definizione dell'evento indennizzabile, nell'elenco delle esclusioni e nei limiti economici delle singole voci. Se leggi solo la riga di apertura, hai letto la parte che non decide quasi nulla.

Che cosa resta fuori anche nella formula più ampia

Alcune categorie ricorrono in quasi tutti i testi all risk, e non tutte per la stessa ragione.

Restano fuori perché non sono l'evento assicurato: l'usura, il deterioramento graduale, la corrosione, il calo naturale di rendimento di un impianto. Una all risk indennizza in genere il danno accidentale, cioè improvviso e non prevedibile: il logoramento che avanza per anni non lo è, quindi non serve nemmeno un'esclusione per lasciarlo fuori.

Restano fuori perché il contratto li esclude espressamente: guerra, atti di terrorismo, contaminazione nucleare, danni causati volontariamente dall'assicurato, vizi di costruzione noti, in molti testi i danni informatici e i danni da inquinamento.

Restano fuori, infine, perché una condizione non è stata rispettata: manutenzione prevista, sorveglianza dei locali, chiusura dei serramenti, rispetto di norme tecniche.

Non tutto ciò che non viene pagato è un'esclusione

Quando una richiesta non viene accolta, la parola "esclusione" viene usata per situazioni molto diverse fra loro. Distinguerle serve, perché le conseguenze e i margini di verifica cambiano.

  • L'evento non rientra nella definizione: nessuna clausola lo vieta, semplicemente non è il rischio assicurato.
  • L'evento è escluso per iscritto: c'è una clausola dedicata, e va letta insieme alle eventuali eccezioni.
  • La garanzia non è operante in quel momento: per esempio quando il premio non è stato pagato, la copertura resta sospesa fino alle ore 24 del giorno del pagamento (art. 1901 del codice civile).
  • La garanzia opera, ma una quota resta a te: franchigia, scoperto o un tetto più basso previsto per quella voce.
  • Il tetto è esaurito: il limite disponibile per quel periodo è già stato consumato da altri danni.
  • Un obbligo non è stato rispettato: l'avviso di sinistro e le attività di salvataggio hanno termini e doveri propri, con effetti che vanno dalla riduzione dell'indennizzo alla perdita del diritto.

Chiamare tutto "esclusione" fa perdere l'informazione che serve: sapere in quale di questi casi ti trovi indica se c'è qualcosa da verificare, da documentare o da correggere nel contratto.

Che cosa guardare quando una polizza si dichiara all risk

Tre punti danno la misura reale della copertura.

La definizione dell'evento indennizzabile: cerca aggettivi come accidentale, improvviso, imprevedibile. Sono loro a fissare il confine iniziale.

L'elenco delle esclusioni con le sue eccezioni: molte esclusioni contengono una riapertura introdotta da "salvo che", "a meno che", "sono invece compresi". Fermarsi alla prima parte del periodo porta a conclusioni sbagliate.

I limiti per singola voce: una all risk può escludere poco e limitare molto. Un tetto specifico su una categoria di beni produce lo stesso risultato pratico di un'esclusione parziale, senza usare quella parola.

Fonti

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https://polizzeinchiaro.it/risorse/esclusioni/all-risk-non-significa-tutto

Michele Dalle Molle

Michele Dalle Molle

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