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Polizzein Chiaro

Massimale

Massimale alto, sottolimite basso: il dettaglio che cambia il risultato

Risposta in breve

Perché su quel danno paga il numero più piccolo. Il massimale indica il tetto complessivo della garanzia, il sottolimite il tetto della specifica voce colpita: se i preziosi hanno un sottolimite modesto, il massimale elevato non cambia l'esito del furto. È il motivo per cui due polizze con lo stesso massimale possono indennizzare cifre molto diverse.

5 passaggi in questa pagina · lettura 2 min

Michele Dalle Molle

A cura di Michele Dalle Molle

Pubblicato il 18 agosto 2026 · aggiornato il 24 agosto 2026

uomo che legge una polizza al tavolo di casa
Fotografia editoriale Polizze in Chiaro

Stesso massimale, esito diverso

Due contratti per la stessa casa, entrambi con massimale furto di 50.000 euro. Il primo prevede per i preziosi un tetto del venti per cento del massimale, il secondo un tetto fisso di 2.000 euro.

Subisci un furto e i gioielli sottratti valgono 9.000 euro. Nel primo contratto la voce arriva a 10.000 euro e il danno rientra per intero. Nel secondo si ferma a 2.000. La differenza è di 7.000 euro, e nel confronto iniziale i due prodotti mostravano lo stesso numero in evidenza.

Esempio ipotetico, costruito solo per mostrare il meccanismo.

L'ordine delle operazioni

Quando arriva un danno, il conteggio segue una sequenza fissa, e il massimale è quasi sempre l'ultimo passaggio, non il primo.

Si parte dal danno accertato. Si applica poi il tetto della voce colpita, se ne esiste uno. Sul risultato si applicano franchigia o scoperto. Solo alla fine si verifica la capienza residua del massimale.

Da questa sequenza deriva una conseguenza controintuitiva: nella maggior parte dei sinistri di importo medio il massimale non entra nemmeno in gioco. A decidere è il numero più piccolo che si incontra prima.

Perché il limite piccolo passa inosservato

Il massimale è un argomento di vendita: sta in copertina, nel preventivo, nella pagina di presentazione. Il sottolimite è un dettaglio tecnico: sta in una tabella, in una nota, o dentro una frase che comincia con "e comunque non oltre".

C'è poi un problema di unità di misura. Un tetto espresso in percentuale — "il quindici per cento della somma assicurata" — richiede un calcolo per diventare comprensibile, e il calcolo si tende a rimandare. Farlo subito, trasformando ogni percentuale in euro, è il passaggio che rende un contratto confrontabile con un altro.

Le voci in cui la distanza si allarga

Non tutte le garanzie ospitano sottolimiti severi. Alcune sì, e con regolarità.

Nella polizza casa: preziosi, denaro e valori, beni tenuti all'aperto o in locali accessori, tende e tapparelle, singolo oggetto di valore, ricerca del guasto dopo un danno d'acqua.

Nelle coperture sanitarie: singole prestazioni come visite, accertamenti, fisioterapia, cure dentarie, spesso con un tetto annuo per categoria.

Nelle coperture di responsabilità civile: limiti per persona o per cosa dentro il limite per sinistro, e limiti dedicati a specifiche attività o luoghi.

Che cosa confrontare, allora

Il massimale serve a definire l'ordine di grandezza della copertura e a proteggere dal caso estremo. Da solo non permette un confronto.

Il confronto diventa affidabile quando parti dal danno che ti aspetti realmente. Scegli le due o tre situazioni concrete che ti riguardano, individua nel contratto la voce corrispondente e leggi il numero che si applica a quella voce, non quello in copertina. Se è espresso in percentuale, convertilo. Se non trovi alcun tetto specifico, verifica nella tabella dei limiti di indennizzo prima di concludere che non esiste.

Due polizze con lo stesso massimale possono valere cifre molto diverse. La differenza è leggibile, ma non nella pagina che si legge per prima.

Fonti

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https://polizzeinchiaro.it/risorse/massimale/massimale-alto-sottolimite-basso

Michele Dalle Molle

Michele Dalle Molle

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