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Sinistro

Proposta di liquidazione: cosa controllare prima di accettare

Risposta in breve

Verifica su quale importo di danno è calcolata, quali voci sono state riconosciute e quali escluse, come sono stati applicati franchigia, scoperto e sottolimiti, se è stata applicata la regola proporzionale e se l'IVA è compresa. Controlla infine se il documento da firmare è un acconto o una quietanza a saldo: la seconda chiude la pratica.

7 passaggi in questa pagina · lettura 3 min

Michele Dalle Molle

A cura di Michele Dalle Molle

Pubblicato il 18 agosto 2026 · aggiornato il 24 agosto 2026

famiglia che consulta un tablet sul divano
Fotografia editoriale Polizze in Chiaro

Che cos'è, esattamente, il foglio che hai ricevuto

Non è un bonifico e non è una comunicazione informativa: è un'offerta. La compagnia ti dice quanto è disposta a pagare per quel sinistro e ti chiede una firma per chiudere. La firma è il punto in cui la trattativa finisce.

Per questo va letta come si legge un conto, non come si legge una lettera.

Ricostruisci il calcolo, non guardare il totale

Il numero finale non dice niente da solo. Quello che conta è la catena che lo produce, e in quasi tutte le proposte è la stessa:

  1. danno accertato — l'importo da cui si parte;
  2. voci riconosciute ed escluse — cosa è entrato nel conto e cosa no;
  3. sottrazioni contrattuali — franchigia, scoperto, sottolimiti;
  4. eventuale riduzione proporzionale;
  5. importo netto offerto.

Se non riesci a ricostruire questi cinque passaggi leggendo il documento, la prima richiesta da fare non è "alzate l'importo": è "mostratemi il calcolo".

Le sottrazioni: tre parole, tre effetti diversi

La franchigia è un importo fisso che resta a tuo carico e viene tolto dall'indennizzo.

Lo scoperto è una percentuale del danno che resta a te, spesso con un minimo e a volte con un massimo.

Il sottolimite è un tetto che riguarda solo una voce (i preziosi, il singolo oggetto, una specifica garanzia) anche se il massimale generale è più alto.

Errore frequente: leggere una cifra bassa e pensare a un rifiuto parziale arbitrario, quando è semplicemente un sottolimite applicato correttamente. Errore opposto: accettare una sottrazione che nel tuo contratto non c'è. Entrambi si risolvono confrontando la proposta con le condizioni, riga per riga.

Quando entra in gioco la riduzione proporzionale

Se il valore assicurato in polizza è inferiore al valore reale del bene, l'indennizzo può essere ridotto in proporzione: la legge prevede che l'assicuratore risponda in proporzione tra la somma assicurata e il valore della cosa (art. 1907 c.c.), salvo patto diverso.

È il meccanismo che spiega le riduzioni più contestate, e non nasce dal sinistro: nasce da un valore dichiarato anni prima e mai aggiornato. Nella proposta la trovi come percentuale applicata. Se c'è, chiedi su quale valore la compagnia ha calcolato il bene.

Due dettagli che spostano cifre importanti

L'IVA. Verifica se l'importo la comprende. Su un ripristino edilizio la differenza non è marginale, e cambia se il danno è già stato pagato con fattura o è ancora da eseguire.

Valore a nuovo o valore d'uso. Alcune garanzie indennizzano il bene tenendo conto della vetustà, altre a nuovo entro certi limiti. Sono due conti diversi sullo stesso oggetto.

La firma: acconto o saldo

È la verifica che va fatta per ultima e conta più di tutte.

Un acconto è un pagamento parziale: lascia la pratica aperta.

Una quietanza a saldo dichiara che quell'importo definisce il sinistro e chiude le richieste su di esso.

Se il danno non è stabilizzato — infiltrazione che potrebbe riprendere, lesione ancora in evoluzione, lavori non ancora quantificati — firmare a saldo è prematuro anche quando la cifra sembra corretta.

Se non la ritieni congrua

Non rifiutare a voce. Rispondi per iscritto indicando le voci contestate, allegando i documenti che le dimostrano (preventivi, fatture, foto, documenti d'acquisto) e chiedendo il dettaglio del calcolo. Se la risposta non arriva o non convince, il passaggio successivo è il reclamo formale all'ufficio reclami della compagnia.

In chiaro: una proposta si contesta sul calcolo, non sul totale. E prima di firmare si guarda una parola sola: acconto o saldo.

Fonti

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https://polizzeinchiaro.it/risorse/sinistro/proposta-liquidazione-cosa-controllare

Michele Dalle Molle

Michele Dalle Molle

Scrivo queste pagine per rendere leggibile quello che c'è già scritto nel tuo contratto. Ogni voce parte da una domanda reale e cita le fonti che ho usato.

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Acconto sul sinistro: quando il pagamento è solo parzialeL'acconto è un pagamento anticipato su un danno già riconosciuto ma non ancora quantificato in via definitiva: serve a coprire le spese urgenti mentre la perizia prosegue. Non chiude la pratica e non equivale ad accettare l'importo finale, purché non ti venga fatta firmare una quietanza a saldo: è la differenza da verificare prima di firmare qualsiasi documento.Continua da qui

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